mercoledì 2 dicembre 2015

Grazie Sijo Bruce...


Il Jun Fan Jeet Kune Do - kung fu fu il felice risultato della ricerca individuale di un soggetto unico nel suo genere, il grande e scomparso Bruce Lee: 

“La sostanza del pensiero è la vera essenza, e il pensiero è la funzione della vera essenza. Pensare all'ESSENZA, definirla col pensiero significa contaminarla, alterarla. Metti a fuoco la mente e mantienila vigile perché possa intuire immediatamente la verità, che è in ogni dove. Libera la mente da abitudini, processi ideativi restrittivi e dallo stesso pensiero ordinario. Gratta via tutta la sporcizia che il tuo essere ha accumulato e metti a nudo la realtà nella sua essenza o nella sua vera identità, il che corrisponde al concetto buddhista di vuoto - L'arte del Jeet Kune Do consiste nel semplificare”. 

Bruce Lee è l’esempio di come un uomo possa far crescere la propria forza interiore al pari di quella esteriore: sono state proprio forza e determinazione, la sua resilienza, a permettergli di sdoganare una filosofia, quella orientale, all’epoca ben poco conosciuta in tutto l’Occidente. Inoltre prima che la nostra cultura si aprisse a Lee, fu egli stesso ad aprirsi ad essa: infatti al fine di raggiungere il perfezionamento nel combattimento, studiò per l’appunto discipline occidentali come il pugilato e la scherma, che intrecciò con quelle orientali grazie ad un rigoroso e preciso lavoro scientifico, che gli permise di traghettare l’Arte Marziale ad un concetto ben più avanguardista rispetto ai suoi tempi (MMA). Tuttavia sarebbe scorretto associare a tale tecnica una visione ‘moderna’. Al contrario egli sarà diffidente verso il “bello” della modernità stilistica del combattimento: 

“Meglio la genuinità dell’aroma delle olive, che si può sempre apprezzare, che non un vino annacquato”. 

Ed il Jun Fan Jeet Kune Do é per l’appunto il risultato di una ricerca non fine a se stessa, ma frutto della continua evoluzione nel campo di quell'Arte Marziale, dall’arcaica saggezza, in grado di perfezionare tanto il combattimento quanto il miglioramento di se stessi, dell’IO SONO interiore e quindi dell’intera esistenza.
Infatti attraverso la pratica e lo studio delle Arti Marziali, come di qualsiasi Arte, e’ possibile ricondursi ad un “nuovo” (o verosimilmente antico) concetto di individuo da non confondersi con l'individualismo moderno: l’individuo stesso diviene libera espressione della propria natura, della propria essenza, più importante di qualsiasi stile, sistema, scuola o dottrina. 
Lee parla di un individuo che deve sapersi adattare alle varie situazioni, senza seguire necessariamente nozionismi derivanti da canoni vincolanti puramente meccanici o tradizionali. 
Egli crede indubbiamente nell’uomo, nelle sue capacità non solo di adattamento (che lo hanno peraltro portato all’apice della scala per ora "ufficiale" evolutiva), ma anche di improvvisazione e immaginazione: crede soprattutto in un uomo che non sia figlio degli schemi, in grado di sorprendere proprio perché unico. 
Un esempio lampante di come si possa creare un parallelismo tra la pratica marziale e la società contemporanea, è il principio del Jun Fan Jeet Kune Do (che ho riprodotto in ICC) dell’ “economia di movimento”, volto ad ottenere il massimo risultato con il minor dispendio energetico. Questo indice di perfezionamento e’ stato fatto proprio dall’economia liberista nel peggiore dei modi: si parla, in economia appunto, di massimizzazione economica o "teorema fondamentale dell'economia del benessere". Essa è basata su un’unico concetto, ossia il massimo profitto, da ottenersi col minimo sforzo. Con tutti i suoi derivati (come quelli bancari…), questo atteggiamento economico applicato alle imprese e corporazioni private, e’ riuscito a svuotare l’ingegno riversando il concetto di “concorrenza” in un orientamento tutt’altro che edificante. In un regime concorrenziale e consumistico come il nostro infatti, lo scontro fra imprese che si sfidano nella ricerca del profitto senza investimento, ha prodotto “scandali” privi di etica. 
Assistendo ad un concetto economico teso al mero profitto, il perfezionamento, anziché essere volto all’impresa e alla realizzazione umana, più importante, e’ volto sempre ed esclusivamente al profitto medesimo (mentalità esclusivamente commerciale). 
Il principio di Lee invece implicava la ricerca del perfezionamento di se stessi.
Egli credeva nel talento innato, ma solo se fatto crescere assieme a delle abilità acquisite (skills): 
“Alcuni individui possiedono sia il fisico adatto, sia il senso della velocità, sia capacità di resistenza nel tempo, una bella cosa! Ma nelle arti marziali tutto ciò che si apprende è acquisito. L'apprendimento di un'arte marziale è simile all'esperienza del Buddismo. 
Entrambe vengono interiorizzati. 
Acquisti la certezza di possedere ciò di cui hai veramente bisogno. E quando ce l'hai, sai che fa parte di te. Fin qui puoi arrivare.
Non riesci a capire tutto? Non ti arrendere. E man mano che progredirai, conoscerai la vera natura della Via, nella sua semplicità. Sia che frequenti un tempio, sia che frequenti un Kwoon (scuola di arti marziale), segui la semplice Via della natura, e vivrai una vita che non hai mai conosciuto”.

L’esperienza nello studio e pratica della Via Marziale hanno permeato profondamente la mia mente, anima e spirito. Grazie ai suoi insegnamenti, mi rendo conto che la mia ricerca ed evoluzione individuale è eternamente accesa. Attraverso le esperienze maturate nelle varie discipline successive al Jun Fan Jeet Kune Do, ho trovato e fondato la mia Via a cui ho dato il nome di Arditi Street Kontact©. Un nome contemporaneamente dettagliato e generico, che significa tutto e niente rendendomi indipendente dal tutto ed allo stesso tempo partecipe del tutto. 
Spero che il saggio Bruce dalla dimensione in cui ci guarda, lo approvi per essere in linea con i suoi illuminanti precetti.
Come scritto sulla sua lapide a Seattle:

“La tua ispirazione ci guida attraverso la nostra individuale liberazione”.

Grazie Sijo Bruce!

Nunquam deorsum!

TUTTI I DIRITTI RISERVATI©
Ivan Neo Nocent Benedetto

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A NOI,

NUNQUAM DEORSUM!